L’Associazione Bancaria Italiana auspica la
sostituzione della moneta cartacea con
quella elettronica, aprendo delle
prospettive storiche estremamente
importanti.
La smaterializzazione monetaria renderà
inoccultabile il denaro.
Con tale Riforma in futuro non saranno più
possibili furti monetari giacche' tutto il
denaro esistente sarà in rete ed
utilizzabile solo elettronicamente, ma mai
asportabile dalla rete.
La sparizione del denaro cartaceo toglierà
ai ladri l’oggetto della loro attività.
Ciò per quanto riguarda la finalità
perseguita dall’Associazione Bancaria
Italiana.
La gestione elettronica globale della
ricchezza monetaria renderà possibile lo
spostamento dei prelievi statali dal settore
economico a quello monetario.
In passato ciò non è stato mai possibile in
quanto l’occultabilità dei segni monetari
impediva il prelevamento forzoso del
fabbisogno statale e si è dovuto ripiegare
verso la farraginosa fiscalità reddituale
poiche' le attività economiche non erano
facilmente occultabili.
La conseguenza di tale tipo di fiscalità è
stata, da sempre, lo scarico dei prelievi
sui prezzi, con conseguente costante
svalutazione della Massa Monetaria
(inflazione).
Inizialmente le Banche con il signoraggio
recuperavano gli effetti dell’inflazione e
quindi hanno assecondato gli Stati nelle
loro continue richieste di prestiti, con
creazione a proprio favore di denaro dal
nulla, gravato di interessi. (Debiti
Pubblici).
Con il crescere della dimensione del Mercato
Economico Globale le perdite per inflazione
hanno superato, per la Banche, i guadagni da
signoraggio, tanto che recentemente si è
assistito a fallimenti bancari o a
salvataggi in extremis.
Con la moneta aurea, era comprensibile che
le Banche concedessero agli Stati prestiti a
rischio, gravati da interessi; ma con il
crescere delle attività industriali
l’insufficienza della quantità dell’oro, ha
fatto sempre più spostare la creazione
monetaria verso i segni cartacei, solo che
il beneficio di tali creazioni, a costo
nullo, restava alle Banche (signoraggio).
Oggi vediamo crescere l’inflazione in
maniera irrefrenabile, con dànno, da una
parte, del potere di acquisto dei Cittadini
e dall’altro, della perdita di valore della
ricchezza monetaria.
Lo spostamento del prelievo fiscale, dal
Settore Economico alla Massa Monetaria è il
solo rimedio capace di eliminare
l’inflazione e il signoraggio; consentire,
con beneficio di tutti, l’avvio di uno
sviluppo economico adeguato all’attuale
progredita civiltà industriale, con un
iniziale forte recupero di valore monetario,
per l’abbassamento dei costi della
produzione defiscalizzata.
Inoltre, la crescente mancanza di posti di
lavoro, derivata prevalentemente
dall’introduzione fisiologica di macchine
nei processi produttivi, per fini di
concorrenza, crea l’altra fonte di grande
sofferenza sociale: la disoccupazione.
L’inurbamento progressivo ha reso la vita
degli Esseri Umani dipendente dal denaro.
L’aver legato alla aleatorietà dei posti di
lavoro la sopravvivenza dei Cittadini è un
assurdo etico-sociale cui si può porre
rimedio solo attraverso l’istituzione del
Reddito di Cittadinanza Universale, capace
di consentire a tutti, quale che sia la
situazione soggettiva, una dignitosa
sopravvivenza, dato che la produzione
agricola e industriale è da gran tempo
esuberante.
L’imposta Monetaria Unica - 6% annuo al
posto dell’inflazione - è idonea a
sopportare non solo il peso delle Spese
Pubbliche, ma anche gli oneri per il Reddito
di Cittadinanza Universale.
Con l’introduzione del Reddito di
Cittadinanza Universale sarà possibile
eliminare tutte le attuali irrazionalità
delle strutture statali, nonche' le
sovrabbondanze burocratiche.
Ciò farà sì che il costo della Macchina
Statale si ridurrà rapidamente, tenuto conto
che le eliminazioni degli esuberi, sia dal
settore pubblico che da quello privato,
troverà un valido ammortizzatore nel Reddito
di Cittadinanza Universale che consentirà
orientamenti lavorativi razionali e
socialmente utili.
La saggezza dei Governanti futuri dovrà far
vivere i Cittadini nella stabilità e nella
ricchezza monetaria, mantenendo l’equilibrio
tra le esportazioni e le importazioni:
sfruttando appieno il progresso scientifico
e tecnologico.