Prova ad immaginare un mondo dove non hai più bisogno di fare un lavoro che non ti interessa per poter sopravvivere, un mondo dove puoi dedicare tutto il tempo che vuoi a fare quello che realmente ti piace, pensando quindi al lavoro come a uno strumento per auto-realizzarti, invece che come mezzo per auto-sostenerti.
Si capisco, tutto ciò ti sembrerà impossibile, ma non lo è. Oggi voglio raccontarti una piccola storia, una storia che ti farà pensare.
Conosco una persona infatti, che ha speso tutta la sua vita a ricercare e a studiare le condizioni per rendere realtà quella che tutti noi consideriamo un'utopia.
Si chiama Nicolò Giuseppe Bellia ed è uno scienziato italiano, un filosofo che ha inventato e scoperto delle cose estremamente interessanti pubblicate in tre libri dove descrive la visione del lavoro come auto-realizzazione e non come mezzo per sopravvivere.
Poche settimane fa sono andato a trovarlo a casa sua, vicino
Tarquinia, in mezzo a delle magiche e tranquille colline. Ho passato del tempo con lui a scoprire cosa significa "antropocrazia" e come tecnicamente possiamo superare il nostro modo attuale di lavorare che limita così fortemente tutte le nostre potenzialità.In questo articolo introduttivo sull'antropocrazia, ti presento alcune delle domande che ho posto a Nicolò Giuseppe Bellia nella mia video intervista (con trascrizione scritta) e le sue risposte così interessanti ed illuminanti.
Nicolò Giuseppe Bellia: Nel 1979 io facevo il costruttore e nei confronti della vita sociale avevo un senso di scontentezza… non ero soddisfatto della realtà sociale che mi circondava. Me la cavavo, ma quello che vedevo non corrispondeva ai miei ideali morali. Allora ho cercato di affrontare il problema per stabilire se era una mia insufficienza a capire la vita sociale e a coglierne gli aspetti positivi, oppure c’erano degli errori nella vita sociale che andavano corretti.
Io ho scritto un libro chiamato “La via d’uscita”, e l’ho scritto per me. Era un colloquio con me stesso ed ho tratto la conclusione che il sistema sociale attuale ha dei profondissimi errori che vanno corretti al più presto, altrimenti porteranno alla sua distruzione.
Tra questi errori c’è la fiscalità reddituale: prelevare il fisco dal reddito significa creare un meccanismo di scarico di tale prelievo sui prezzi. Ad esempio, se io prelevo fiscalmente una somma alla FIAT, la Fiat non fa altro che scaricarla sul prezzo dei suoi prodotti. Similmente, se io faccio un prelievo fiscale al farmacista, quest’ultimo o chiude bottega o lo scarica sui medicinali. Tutto il prelievo del fisco si scarica sui prezzi. I prezzi non sono importanti per i ricchi – perché se per il ricco il pane costa X piuttosto che Y non vi è alcuna differenza – ma sono molto importanti per i poveri.
In effetti, sono giunto alla conclusione che in Italia e nel resto del mondo, le tasse le pagano solo ed esclusivamente i poveri, le fasce deboli. Che vuol dire questo? Che la povertà crescerà sempre di più, malgrado il progresso tecnologico. E questo non andrà a beneficio dei ricchi, ma solo a danno dei poveri.
Io ho
proposto
di
istituire
la
fiscalità
monetaria.
Ciò
significa
che
invece
di
prelevare
denaro
dal
reddito,
si va a
prelevare
il
denaro
dal
denaro
stesso.
Pertanto
chi non
ha
denaro
non
paga, e
chi ne
ha molto
pagherà
in
proporzione
a quel
che ha.
Questo
denaro
prelevato
è importante
per
l’istituzione
del
reddito
di
cittadinanza,
il cui
obiettivo
è
svincolare
il
diritto
alla
vita
dall’economia.
Se una
persona
è
handicappata,
se una
persona
non ha
voglia
di
lavorare,
se una
persona
ha altre
vocazioni,
perché
deve
lavorare
quando
ci sono
macchine
che
possono
lavorare
per noi?
Una
macchina
può
produrre
mille,
centomila
volte
quello
che
produce
un
essere
umano.
Tanto è
vero che
l’economia
moderna
si fonda
sulla
continua
introduzione
di
macchine
nel
processo
di
produzione.
Una volta introdotte le macchine, i prezzi si abbassano e gli uomini non hanno bisogno di lavorare. Teoricamente, alla fine dovrebbe rimanere una sola macchina che produce e tutti gli uomini dovrebbero essere disoccupati. Ovviamente se a questi uomini non si da del denaro essi, non percependo più uno stipendio, sono destinati a morire. Ecco perché io proponevo l’istituzione del reddito di cittadinanza. All’epoca lo chiamavo “compenso sociale” e il denaro per il compenso sociale veniva procurato non attraverso la fiscalità sociale, bensì attraverso la fiscalità monetaria.
L’antropocrazia sostiene il diritto alla vita dell’essere umano ottenuto attraverso un versamento mensile per una dignitosa sopravvivenza prendendo il denaro dalla massa monetaria. All’epoca non ero a conoscenza del
Signoraggio, ma con quella mia soluzione risolvevo implicitamente anche il problema del signoraggio.Questo perché una volta istituita la fiscalità monetaria, non ci sarebbe più bisogno di chiedere soldi alle banche, alla
Banca Centrale. Non bisognerebbe chiedere più nulla. E attraverso la decurtazione monetaria (a quei tempi io proponevo l’8% annuo) si riassorbirebbe il signoraggio creato con la storia e quindi il debito pubblico sarebbe riassorbito.In quello stesso libro affermavo che se io tolgo la fiscalità reddituale (e quindi INAP, INPS, IVA ed altre tasse) i prezzi si dimezzano, e la conseguenza immediata è che il denaro raddoppia il suo valore. A quel punto sarebbe possibile prelevare il 50% della massa monetaria con la quale andare ad estinguere immediatamente il debito pubblico.
Il denaro residuo di ciascuno avrebbe lo stesso potere d’acquisto di prima e potrebbe essere istituito il reddito di cittadinanza per tutti. Tutto questo per mettere gli esseri umani in condizione di lavorare non per necessità ma per vocazione e sostituire il bisogno del lavoro con l’amore per il lavoro.
NGB:
Qualunque idea, per diventare pubblica, ha bisogno del supporto dei mezzi di informazione. Se domani a Porta a Porta venisse diffusa l’idea del signoraggio come truffa della Banca Centrale, il giorno successivo tutti gli Italiani ci crederebbero. Ma siccome Porta a Porta e tutti i mezzi di informazione sono sotto il controllo delle banche, queste ultime hanno mille modi per impedire che questo accada. Su questo non ci piove.Ma io dico guardiamo la cosa in positivo: malgrado questo
Signoraggio sia truffaldino ed immorale, ha avuto un’enorme influenza sullo sviluppo economico moderno – a danno dei poveri, a danno di chi ci ha lasciato la pelle. Ha prodotto un immenso risultato economico a discapito degli esseri umani. Oggi abbiamo i computers, siamo in grado di andare sulla Luna, siamo capaci di vedere le mappe dal satellite ed ingrandire le immagini fino quasi a vederle nelle loro dimensioni reali.Ci sono risorse energetiche non ancora sfruttate appieno, come quella eolica, quella solare… Abbiamo di fronte a noi un grande potenziale di ricchezza energetica, culturale e scientifica e dobbiamo riconoscere che lo abbiamo ottenuto anche per merito del Signoraggio. Ma ora è il momento di farla finita, anche nell’interesse degli stessi proprietari delle banche.
E per fare questo noi non dobbiamo minacciare le banche di distruggerle o di prendere il denaro che hanno lucrato ingiustamente. Possiamo dire loro: tutto quel che è stato è stato, tenetevi quello che avete… ma ora si cambia. E quando io parlo di fiscalità monetaria non tolgo nulla alle banche: semplicemente non chiedo più loro dei soldi e, siccome ho la sovranità sulla mia nazione, comincio a mettere sul denaro la decurtazione dell’1% mensile, tanto per dire una cifra. Se le banche sanno fare il loro mestiere guadagneranno più del 12% all’anno; quelle che non sanno lavorare saranno assorbite in questo processo.
Stiamo parlando di una sorta di “giubileo sociale”. Come per dire: finora ci sono state le truffe,
le banche hanno finanziato personaggi del calibro di Hitler… In generale, va detto che le banche finanziano le parti contrapposte e quindi vincono sempre, qualunque cosa accada.
NGB:
La
fiscalità
monetaria
è il
prelievo
del
denaro
destinato
al
reddito
di
cittadinanza
e alle
spese
pubbliche,
non già
dai
redditi
delle
aziende
e dei
cittadini
ma dalla
massa
monetaria
di cui
dispone
la
società
che
ammonta a circa
6000
miliardi
di euro.
NGB: Essendo stati abituati ad essere gestiti dall’esterno, ci risulta inconcepibile che sia lo stesso singolo individuo ad emettere il denaro che gli serve applicando dei limiti mensili, perché nel sistema antropocratico è l’individuo stesso la fonte dell’autorità. Lo Stato è un dipendente dell’individuo, non il suo padrone. Perché dovrebbe essere lo Stato a dare il denaro all’individuo? Nel futuro l’emissione monetaria potrà avvenire in maniera automatica mediante delle apparecchiature elettroniche che semplificheranno la vita all’individuo dispensandogli mensilmente una somma di denaro. Ma sarà pur sempre l’individuo ad accreditarsi il denaro, e non dipenderà più dallo Stato.
Il dogma
del
lavoro
NGB: Se una persona diventa inabile e incapace di produrre nessuno la prende in considerazione. Se un individuo diventa inabile a causa di un incidente chi si occuperà di lui? La famiglia. Ma può la famiglia affrontare un problema del genere? Di conseguenza anche la famiglia diventa handicappata… e questo perché si è stabilito il dogma del lavoro. Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano afferma sempre che bisogna creare lavoro.
Ma se esiste la ricchezza, se la produzione mondiale è due volte maggiore della capacità mondiale di consumo, allora il problema non è creare lavoro, bensì mettere gli esseri umani nella condizione di poter consumare quei beni che hanno in sovrabbondanza. Così facendo soddisfano i propri interessi e tengono in vita le aziende. In caso contrario, la riduzione dei consumi farà morire anche le aziende, oltre che gli individui.
Iniziative
individuali
NGB: Con l’ istituzione del reddito di cittadinanza le forze dell’individuo si moltiplicheranno. Chi ha un’istanza morale, culturale o spirituale dedicherà tutte le sue forze a potenziare quest’istanza e la sua voce diventerà un tuono. Oggigiorno non è che un flebile lamento, perché l’individuo deve pensare a sopravvivere e a pagare le tasse. Come può l’individuo coltivare un’istanza morale se vive tutta la sua vita nel segno della lotta per la sopravvivenza?
NGB: Assolutamente sì. Perché ritengo che sia nell’ordine naturale delle cose. In fondo, io non ho fatto altro che vedere in anticipo qualcosa che prima o poi accadrà.
Robin Good presenta le idee di Nicolò Giuseppe Bellia al CitizenCamp di Casalecchio di Reno